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Una vita da social

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La campagna di sicurezza della Polizia di Stato

Ha preso il via pochi giorni fa la decima edizione della campagna educativa “Una vita da social” della Polizia di Stato e del Ministero dell’Istruzione secondo il progetto europeo “Generazioni connesse”.

Si tratta di un tour di 70 tappe itineranti con un truck appositamente attrezzato con un’aula didattica. Esperti della Polizia postale e delle comunicazioni incontreranno studenti, insegnanti e genitori mettendoli in guardia sui rischi dei social network e del cyberbullismo. Alla pagina https://www.facebook.com/unavitadasocial/ tutti gli studenti potranno inviare sul diario di bordo il proprio messaggio positivo contro il cyberbullismo.

Il progetto prevede inoltre la formazione degli insegnanti su ogni tema collegato alla sicurezza in Rete, e il Ministero dell’Istruzione ha di recente stanziato altri 2 milioni di euro per iniziative di contrasto al cyberbullismo. Gli insegnanti potranno essere formati grazie alla Piattaforma Elisa (https://www.piattaformaelisa.it ), cosa già avvenuta per circa 20 mila docenti.

Nelle scorse edizioni il progetto ha riscosso un enorme successo tanto da coinvolgere 2 milioni e mezzo di studenti, 125.000 insegnanti, 220.000 genitori raggiungendo circa 400 città.

Il tema dei social è un tema sempre in movimento, basti pensare che negli ultimi anni sono nati ulteriori nuove piattaforme con lo spostamento su di esse delle fasce d’età più giovani, tanto che ad esempio la più famosa Facebook è ormai utilizzata quasi interamente dai cosiddetti “Boomer”.

L’edizione passata ha visto come argomento l’utilizzo di falsi profili. Il portale Skuola.net ha effettuato un sondaggio dal quale sono emersi dati molto interessanti: il 28% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di possedere almeno due profili, ma solo uno è quello ritenuto “ufficiale”; un ragazzo su tre possiede un account falso; il 5% è presente sui social addirittura con un profilo fake e il motivo di tale scelta risulta essere per il 26% poter conoscere nuova gente ma senza doversi esporre troppo online; il 21% lo fa per controllare i propri amici senza essere scoperti, mentre il 10% lo fa invece per controllare il partner e il 4% per aggirare il controllo dei genitori.

Il tour è partito da un Istituto superiore di Grugliasco (TO), alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi  e dal Capo della Polizia Lamberto Giannini. Il Presidente Sergio Mattarella ha ricevuto nell’occasione in dono la maglia con il logo dell’iniziativa.

I ragazzi delle scuole di Gragnano (NA) hanno rielaborato la parola RETE scomponendola in Responsabilità, Emozioni, Ti ascolto, E non lasciamo solo nessuno. Nella stessa cittadina campana è stato inaugurato un murales alla scuola elementare Ungaretti contro il cyber-bullismo.

Insomma una grande e bella campagna che ha come scopo quello di prevenire forme di violenza, prevaricazione e molestie con mezzi tecnologici. Istituzioni, enti locali, genitori e forze di polizia dovranno ogni giorno collaborare “spalla a spalla” per contrastare quanto, purtroppo, si fa sempre più difficoltà a controllare data la velocità delle tecnologie e una delle strategie che questa iniziativa desidera adottare è quella di arrivare ad una nuova cultura della sicurezza, poiché recenti dati ci dicono che già dalle elementari avvengono i primi contatti con mezzi informatici e con l’aumentare dell’età questi contatti aumentano esponenzialmente.

Solo pochi giorni fa è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra Università degli studi di Bari e Servizio della Polizia Postale per il contrasto a crimini informatici ed in particolare alla lotta contro la pedopornografia. La collaborazione tra Università e Polizia avrà una durata di tre anni, il Dipartimento di Informatica dell’Università metterà a disposizione le proprie competenze in sicurezza informatica ed intelligenza artificiale.

Puoi approfondire  cliccando il link sottostante

https://www.generazioniconnesse.it/site/it/0000/00/00/una-vita-da-social/

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Gianluca Mastroleo