Una faccina per ogni emozione

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Lo stato d’animo dei ragazzi va oltre uno smile

 

Il 17 luglio è stata la Giornata Mondiale degli emoji. Inutile spiegare cosa siano, sono le faccine che una volta si trovavano solo negli SMS, poi abbiamo trovato nelle mail, nei social e ora spopolano con WhatsApp dove ne nascono ogni giorno di nuovi.

i ragazzi parlano attraverso emoticon

La nascita di questi simboli risale (ma non vi è in realtà certezza) al 1998 con il giapponese Shigetaka Kurita. La parola emoji viene tradotta con disegno, simbolo e non è riferibile sono ad un semplice smile poiché oggi è rappresentato anche con animali, oggetti, cibo, numeri. Anche un cuore indicato con colori diversi può avere significati diversi.

Se vogliamo comprendere i messaggi dei nostri ragazzi possiamo ricorrere addirittura ad un enciclopedia che troviamo su internet: Emojipedia!

Gli studi dicono che le e-mail che hanno in oggetto un emoji hanno il 45% di possibilità in più di essere lette.

Un messaggio ricevuto dai nostri ragazzi può avere un emoji che sta addirittura a rappresentare il tono con cui tale messaggio deve essere recepito.

Quanti simboli abbiamo a disposizione? Beh si parla di circa tremila modelli e parrebbe (ma chi può realmente dirlo) che non è previsto che ne vengano pubblicati altri per tutto il 2021.

In un mondo dove ormai tutto corre talmente veloce e persino un messaggio può essere racchiuso in un piccolo simbolo, il consiglio è ovviamente quello di non abusarne, utilizzare troppi emoji in un singolo messaggio potrebbe annoiare e persino far fraintendere il peso di tale messaggio inviato, così come è necessario pensare prima a chi è il destinatario di tale messaggio.  Ultimo consiglio è prettamente tecnico: sforzarsi di testare sul maggior numero di device e-mail e altri tipi di messaggi così da evitare che i destinatari ricevano solamente piccoli quadratini illeggibili!

Non vi rimane che studiare….. con una bella faccina sorridente!

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Gianluca Mastroleo